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Quando Alberto salvò il bambino dal lupo e si mangiavano lumache vive (video di Tabloid)
Da 104 anni una sagra gastronomica organizzata dalla Società operaia cattolica di Manesseno di Sant’Olcese, in Valpolcevera, festeggia Sant’Alberto, a cui è dedicato l’oratorio del 1577 curato dall’omonima confraternita.

Un secolo e
quattro anni di lumache, o più precisamente di chiocciole: è dagli anni Dieci del Novecento che Manesseno, frazione di Sant’Olcese, comune della Val Polcevera, fa la festa al bavoso mollusco gasteropodo, dedicandogli una sagra gastronomica presso la Società Operaia Cattolica. Le chiocciole bollite, infatti, fanno parte della tradizione alimentare ligure, mentre un tempo venivano anche mangiate crude, o addirittura vive, per curare l’ulcera gastrica, come prescriveva la medicina tradizionale diffusa nel mondo contadino. La sagra è oggi una delle principali fonti di finanziamento della Società Operaia Cattolica di Manesseno, una delle tante società operaie di mutuo soccorso, di matrice cattolica o socialista, che nacquero fra Otto e Novecento nelle aree di forte industrializzazione, come erano appunto Genova e la Valpolcevera. In origine le finalità di queste associazioni solidaristiche erano fornire agli operai associati quella protezione sociale che lo Stato ancora non prevedeva, principalmente assistenza sanitaria, assicurazione sugli infortuni di lavoro e assegni di disoccupazione. Oggi, invece, le scarse risorse raccolte vengono impiegate a beneficio della comunità e del paese. A Manesseno la Società Operaia Cattolica tenta anche di coinvolgere i giovani, e ci riesce anche se non è facile.​ L’antico oratorio che beneficia degli aiuti della Società Operaia Cattolica si trova esattamente sopra la sede dell’associazione, ed è dedicato a Sant’Alberto da Sestri Ponente, il cui culto non manca di ricordare quando salvò un bambino dal lupo: la Sagra della lumaca, infatti, ha luogo proprio il giorno della festa del Santo, l’8 luglio e nei giorni seguenti. L’oratorio fu costruito nel 1577 e contiene diverse opere d’arte, dipinti, affreschi e crocifissi: a custodire tutto ciò è la Confraternita di Sant’Alberto, che organizza la processione dell’8  luglio portando per il paese la cassa processionale con la statua del santo, oltre a partecipare a diverse processioni di altre confraternite in giro per la Liguria e a celebrare ogni mese una messa di suffragio per i confratelli defunti.

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Redazione

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