Giovani e agricoltura, il Marsano cura il paesaggio della Valbisagno (video di Tabloid)

Con un accordo fra Città metropolitana e Istituto per il sostentamento del clero la succursale dell’istituto agrario può mantenere lo splendido laboratorio agricolo in attività dal 1954 presso l’abbazia romanica di San Siro

di Struppa.

Sempre più giovani sono attratti dalla natura, dalla campagna e dall’agricoltura. Lo conferma il trend positivo delle iscrizioni all’istituto agrario Marsano, scuola superiore, sia tecnica sia professionale, che insegna ai ragazzi i segreti della coltivazione della terra ma anche della manutenzione del verde. E la sorpresa è che il maggior successo dell’istituto agrario non è fra i ragazzi che abitano in campagna ma fra quelli residenti nei centri urbani. Delle tre sedi del Marsano, infatti, quella che fatica di più è quella in Val Fontanabuona, mentre vanno bene la sede di Sant’Ilario e la succursale della Val Bisagno, in via Adamoli. Ad uso di quest’ultima succursale esiste fin dal lontano 1954, con funzione di laboratorio pratico, un appezzamento di terreno a Struppa, nei pressi dell’antica abbazia di San Siro, su terreni della Curia dati in affitto alla Provincia (poi Città metropolitana do Genova), ente titolare del patrimonio edilizio destinato alle scuole superiori. Si tratta di un ampio terreno in lieve declivio, proprio sotto l’antica chiesa abbaziale romanica, di grande bellezza paesaggistica poiché ha conservato le caratteristiche tipiche dei fondi agricoli della Val Bisagno: muretti a secco, serre, alberi da frutta, ulivi, verdure. Un luogo che evoca beatitudini agresti del passato ma dove i giovani allievi del Marsano apprendono un lavoro ancora richiesto nel mondo di oggi. La continuità ormai sessantennale di questo laboratorio a cielo aperto ha rischiato di interrompersi negli anni scorsi per via dell’obsolescenza dell’edificio utilizzato dai ragazzi come base e come riparo in caso di maltempo: la vecchia canonica dell’abbazia, dove esistevano anche quattro aule, aveva infatti problemi di sicurezza e doveva essere abbandonata. Città metropolitana è intervenuta promuovendo un accordo con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, proprietario di un piccolo edificio giallo all’interno dello stesso fondo agricolo: l’edificio è stato ristrutturato a spese dello stesso istituto diocesano, che ne ha ricavato due piccole aule al primo piano (con lavagne Lim e altre dotazioni donate dalla Fondazione Carlo e Giuseppe Piaggio per la promozione dell’istruzione tecnica) e locali di servizio al pianterreno e poi lo ha affittato a Città metropolitana ad uso del Marsano. In questo modo si è non solo evitata l’interruzione di un’ormai consolidata tradizione didattica, ma anche l’abbandono di un residuo molto bello di paesaggio rurale della Val Bisagno.

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