Bucci disegnerà con pendolari e studenti la mobilità metropolitana del futuro
Sabato mattina a Palazzo Rosso il sindaco metropolitano sarà il protagonista del terzo incontro di partecipazione sul Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile metropolitana, che sotto la guida di Città metropolitana ridisegnerà il sistema
dei trasporti dell’area vasta genovese (il secondo incontro sarà invece venerdì 11 a palazzo Doria Spinola).

Si chiamano ‘incontri partecipativi’ perché mettono intorno allo stesso tavolo politici e cittadini per migliorare i progetti di una pubblica amministrazione col contributo delle persone comuni interessate a quel progetto: per quel che riguarda il PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Città metropolitana di Genova (qui il sito dedicato), di incontri di partecipazione ne sono stati organizzati tre, e dopo il primo dedicato ai sindaci metropolitani svoltosi lunedì 7 maggio a Rapallo (dove abbiamo realizzato questa video-intervista sulla mobilità elettrica al sindaco di Rapallo e vicesindaco metropolitano Carlo Bagnasco e quest’altra video-intervista al consigliere metropolitano delegato ai trasporti Claudio Garbarino sullo storico passaggio del PUMS dal Comune di Genova a Città metropolitana di Genova) ci sarà un secondo tavolo dedicato al mondo del lavoro e ad esperti ed aziende di trasporto pubblico venerdì 11 maggio alle 14.30 nella sala del consiglio di Città metropolitana (palazzo Doria Spinola, largo Lanfranco 1, Genova) e infine un terzo incontro sabato 12 maggio alle 9.15 all’Auditorium di Palazzo Rosso (via Garibaldi 18, Genova) dove la parola sarà data a cittadini, studenti, pendolari e associazioni, con la partecipazione del sindaco metropolitano Marco Bucci.
Il PUMS metropolitano di Genova ha l’obiettivo di innalzare la qualità del trasporto pubblico dell’area metropolitana genovese agli standard delle metropoli e delle conurbazioni globali più evolute in termini di efficienza e sostenibilità ambientale (park di interscambio alle porte della città, ‘cura del ferro’, coordinamento degli orari, sostituzione dei mezzi inquinanti con mezzi ecologici, rete della mobilità dolce con percorsi ciclopedonali, ecc.): come detto, a redigere questo importante strumento di pianificazione territoriale di area vasta è da poco subentrata Città metropolitana perché un lungimirante decreto emanato nell’agosto 2017 dal Ministero dei Trasporti ha passato la competenza dei PUMS dai comuni capoluogo alle Città metropolitane. Quello genovese era infatti nato in seno al Comune di Genova, che ne ha curato l’impostazione e le linee portanti avvalendosi del qualificato contributo del prof. Enrico Musso, autorevole docente universitario di economia dei trasporti e profondo conoscitore del territorio genovese. Il prof. Musso e i giovani ricercatori della struttura universitaria da lui diretta, il CIELI, continuano ora con Città metropolitana di Genova, la prima in Italia ad adempiere al dettato del decreto ministeriale del 2o17, la consulenza tecnica al Piano avviata col Comune, condividendo fermamente la necessità di estendere a livello metropolitano il Piano che avevano iniziato a elaborare a livello urbano, per le naturali interconnessioni infrastrutturali e di servizi fra capoluogo e area metropolitana. Città metropolitana, da parte sua, collaborando con gli uffici del Comune di Genova che avevano iniziato a comporre il Pums insieme al prof. Musso, modella adesso il più possibile i contorni del documento sulla visione di un’area vasta integrata e interconnessa, visione sostenuta in primis dal sindaco metropolitano Bucci, e ha istituito un gruppo di lavoro inter-ente e inter-disciplinare, guidato dal team manager Piero Garibaldi, a cui danno il proprio contributo, oltre al prof. Musso, professionisti e tecnici di Città metropolitana e del Comune di Genova che si occupano sia di trasporti, sia di pianificazione territoriale, sia di ambiente.
Il gruppo di lavoro ha predisposto un calendario di lavoro molto serrato che partendo dai citati tre tavoli di partecipazione (organizzati e coordinati da Anci Liguria) rispetterà tutti i passaggi amministrativi necessari per poter chiudere il Pums entro l’autunno 2018 con la sua adozione da parte del consiglio metropolitano: una volta adottato il PUMS, sarà possibile attingere ai fondi governativi per implementare le prime azioni che il Piano contiene.

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