Stampa questa pagina
Giorno Memoria, Fernanda Contri: “Ecco come la parola ‘razza’ entrò in Costituzione”

Videointervista alla vicepresidente emerita della Corte Costituzionale: “Nel 1948 i Padri Costituenti inserirono la parola ‘razza’ nella Carta per riabilitarla, ribaltandone il significato ignominioso che le era stato dato esattamente 10

anni prima, nel 1938 anno delle leggi razziali”.

In questa videointervista realizzata oggi durante la celebrazione genovese, a Palazzo Ducale, del Giorno della Memoria (che commemora l’Olocausto ebraico ad opera del nazismo) l’oratrice ufficiale Fernanda Contri, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, fa chiarezza su un tema tornato di attualità, ricordando come i Padri costituenti, durante i lavori dell’Assemblea Costituente del 1946-48, arrivarono alla decisione di inserire la parola ‘razza’ nella della Carta costituzionale, precisamente nell’art. 3 dove si dice che ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali': “Si volle ribaltare in positivo il significato di una parola che lo aveva avuto negativo 10 anni prima, nel 1938 anno della promulgazione delle leggi razziali. Da ignominia che identificava persone da eliminare la parola ‘razza’ identificò qualcosa che non doveva costituire un ostacolo ai diritti e doveri dei cittadini sanciti dalla Carta”.

Correlati

Share this article

About author

Redazione

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
We use cookies to improve our website. By continuing to use this website, you are giving consent to cookies being used. More details…